Fenmedifam Principi attivi >> Erbicidi

Diserbo di barbabietola da zucchero, da foraggio, bietola rossa e spinacio.
Spettro d'azione
Controlla le più comuni infestanti dicotiledoni, quali: Anagallis arvensis, Atriplex patula, Capsella bursa-pastoris, Chenopodium album, Galinsoga parviflora, Papaver rhoeas, Polygonum convolvulus, Raphanus raphanistrum, Senecio vulgaris, Sinapsis arvensis, Sonchus spp., Stellaria media, Thlaspi arvense, Veronica spp.
Formulazioni
  • Liquido emulsionabile
  • Sospensione concentrata
  • Sono disponibili prodotti in miscela con Cicloato, Cloridazon, Desmedifam, Desmedifam + Etofumesate, Etofumesate, Etofumesate + Metamitron.
Modalità d'impiego


Applicazione in post-emergenza della coltura e delle infestanti.

 

Il momento più adatto per l'intervento erbicida si ha quando il maggior numero di infestanti è uscito dal terreno e non ha superato lo stadio di due foglie vere.

 

Dosi d'impiego: 1-1.3 Kg di p.a./ha.

Assorbimento e traslocazione

Viene assorbito principalmente per via fogliare entro 5-6 h. La traslocazione è scarsa.

Compatibilità

Miscibile con gli erbicidi e la maggior parte degli insetticidi utilizzati sulla bietola, ad esclusione di Azinfos-etile e Lindano.

Fitotossicità

Trattamenti effettuati con temperature maggiori di 25°C possono provocare ustioni sulle foglie della bietola; si consiglia pertanto, in giornate calde, di trattare durante le ultime ore del pomeriggio.

Altre notizie

L'assorbimento e l'azione del prodotto sono favoriti da una temperatura mite, compresa tra 15° e 20°C.
L'efficacia erbicida può essere diminuita da una pioggia che cada entro 6 ore dal trattamento, ma non risulta influenzata dalla natura e dall'umidità del terreno, data la sua azione per assorbimento fogliare.
Allo scopo di completarne lo spettro d'azione e di rendere più costante la sua attività, è comunemente impiegato in miscela con dosi ridotte di erbicidi ad attività residuale (Cloridazon, Etofumesate, Metamitron, Setossidim).

Funzionamento
Provoca l'alterazione dei cloroplasti con conseguente interferenza nella fotosintesi a livello della reazione di Hill. Tale azione si esplica con una maggiore intensità alle alte temperature e con forte luminosità.
Meccanismo di selettività
Selettivo per inattivazione biologica (rapida metabolizzazione con formazione di composti non fitotossici).
 
Persistenza
Persiste nel terreno per 3-4 mesi.
Vie di degradazione
Nel terreno viene degradato per via microbica, con formazione, soprattutto, di metil-3-idrossicarbanilide.
Nelle piante subisce inattivazione enzimatica.
Mobilità nel terreno
Poco mobile; fortemente adsorbito dai colloidi.
Fotodecomposizione e volatilizzazione
Non fotodegradabile. Scarsamente volatile.
ALtre notizie
L'applicazione non comporta effetti negativi su microflora e microfauna.
(R) = La definizione di residui è diversa per le seguenti combinazioni di antiparassitari e numeri di codice:
Fenmedifam - codice 1000000: fenmedifam, metil-N-(3-idrossifenil) carbammato (MHPC) espresso in fenmedifam
Informazioni mediche
In caso di intossicazione chiamare il medico per i consueti interventi di pronto soccorso.
Proprietà tossicologiche
DL 50 orale acuta su ratto e topo > 8000 mg/Kg
DL 50 orale acuta su cane > 4000 mg/Kg
DL 50 dermale acuta su ratto > 4000 mg/Kg
Poco tossico per gli uccelli e per i pesci.
 
Coltura LMR
Coltura Carenza (gg)